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Caffè: la differenza tra cialde, capsule e macinato

Caffè: la differenza tra cialde, capsule e macinato

Che sia macinato, in cialde o in capsule il caffè, si sa, è sempre un piacere. Da una ricerca condotta dal Codacons 2018 è emerso che gli italiani (se ancora ci fosse qualche dubbio) sono, per eccellenza, i maggiori estimatori di caffè nel mondo tanto che circa il 95% del campione consuma abitualmente caffè con una spesa pro-capite di circa 260 euro all’anno. Ma quale tipologia di caffè scegliere? Quali sono le caratteristiche che devono guidarci nella scelta?

Nell’articolo che segue vedremo insieme quali sono le principali differenze tra i vari tipi di caffè e perché scegliere un tipo piuttosto che l’altro.

Quale caffè preferire nella moltitudine di scelta?

Negli ultimi tempi si sta assistendo a un graduale abbandono delle caffettiere, la classica moka per intenderci, per lasciare sempre più spazio alle macchinette a cialde o a capsule. La scelta è dettata solo dalla vita moderna sempre più frenetica o esistono anche altre motivazioni che spingono il consumatore nell’acquisto?

La praticità dell’ “espresso a casa come al bar” e la rapidità in cui si può preparare una bella tazzina di caffè fumante spingono sempre più persone a scegliere le macchinette a cialde o capsule.

Preparare il caffè con la moka fa parte dei piccoli gesti che fanno subito “casa”, il sapore delle cose semplici, l’attesa del piacere, l’aroma che invade la casa quindi senza dubbio i nostalgici e i sognatori sono i maggiori estimatori del caffè macinato meglio se acquistato in grani e macinato al momento. Macinare il caffè nel momento esatto in cui bisogna consumarlo sarebbe sicuramente la cosa migliore al fine di preservare al massimo il profumo e il gusto del caffè ma ovviamente non è la scelta migliore per chi è sempre di fretta. Preparare il caffè con la moka è meno pratico rispetto a capsule e cialde anche perché è necessario pulire i residui di caffè dalla macchinetta o la polvere che inavvertitamente può fuoriuscire durante la preparazione.

Tra cialde e capsule invece quali sono le differenze principali? Spesso i due termini vengono addirittura usati come sinonimi creando non pochi equivoci nel consumatore meno attento ma cialde e capsule non sono assolutamente la stessa cosa sia in termini di gusto, aroma, che più semplicemente di materiale con cui vengono prodotti, di diverso ciclo di smaltimento, ecc.

La prima e lampante differenza sta proprio nella diversa forma con cui si presentano al consumatore, le capsule infatti sono dei contenitori rigidi o semirigidi di plastica e/o alluminio chiusi ermeticamente per preservare al massimo gusto e aroma mentre le cialde non sono altro che dei “dischetti” di caffè macinato pressato e avvolti in strati di carta solitamente biodegradabile e compostabile (la stessa delle bustine di the). Questo ci fa capire che mentre le cialde possono essere smaltite semplicemente nell’umido come i classici fondi del caffè macinato per le capsule la situazione è diversa, spesso data la presenza di più materiale vanno smaltite con i rifiuti indifferenziati quindi non riciclabili. Nell’ultimo periodo alcune aziende, data la maggiore attenzione per il problema relativo allo smaltimento dei rifiuti, hanno lanciato delle capsule biodegradabili ma ovviamente questo incide, e non poco, sul prezzo finale del prodotto.

Un’altra differenza importante relativa alla forma con cui si presenta la capsula è che ovviamente non è adattabile a tutte le macchinette a differenza delle cialde che invece rispondono tutte a uno standard, il cosiddetto ESE (Easy Serving Espresso), ciò significa che hanno tutte la stessa dimensione e quindi possono essere usate in tutte le macchinette.

Per quanto riguarda invece il gusto non è possibile stilare una lista di differenze perché in questo caso la scelta dipenderà esclusivamente dalle preferenze personali.

Gli studi più recenti hanno iniziato ad evidenziare (ma il mondo scientifico non si è ancora espresso all’unanimità) un potenziale effetto nocivo derivante dal contatto del getto d’acqua bollente con l’alluminio e la plastica che costituiscono la capsula che potrebbe determinare il passaggio di alcune tossine nella nostra tazzina di espresso.

Qual è la differenza di prezzo?

L’ultimo punto da esaminare è il prezzo, che ovviamente deriva in prima battuta dalla differenza della materia prima infatti girando tra gli scaffali dei supermercati possiamo trovare caffè macinati, in cialde e capsule di ogni prezzo. Comunque, facendo una media dei prezzi, è possibile stilare una classifica tra il caffè più o meno economico. Con un prezzo medio di circa 35 centesimi di euro a tazzina le capsule sono la soluzione più costosa e questo è da attribuire fondamentalmente al packaging, il prezzo medio di una tazzina di espresso ottenuto con le cialde si attesta intorno ai 20-25 centesimi di euro mentre il prezzo di una tazzina di caffè preparato a casa con la moka costa più o meno tra i 10 e i 15 centesimi.

Come era prevedibile quindi il risparmio maggiore si ha con il caffè macinato.